Modena digitale: a settembre le mostre di Jon Rafman e Ryoichi Kurokawa

Mondi virtuali, viaggi nelle profondità del web e installazioni immersive. La Fondazione Modena Arti Visive aprirà la stagione espositiva con due mostre incentrate sull’uso creativo delle nuove tecnologie. E a novembre arriva anche un festival di musica elettronica. Sarà un autunno all’insegna della sperimentazione multimediale quello della Fondazione Modena Arti Visive, diretta da Diana Baldon, che ha annunciato l’apertura in contemporanea, il prossimo 14 settembre (in concomitanza con il Festival Filosofia, dedicato quest’anno al tema della Verità), di due mostre personali dedicate al canadese Jon Rafman (1981) e al giapponese Ryoichi Kurokawa (1978).

VIAGGI MENTALI E UNIVERSI VIRTUALI
La prima, presentata da Fondazione Fotografia Modena e allestita presso gli spazi della Galleria Civica alla Palazzina dei Giardini, raccoglierà una serie di installazioni inedite per l’Italia che offriranno una panoramica sulla ricerca dell’artista dal 2011 a oggi. Rafman, salito internazionalmente alla ribalta nel 2009 con il progetto 9 Eyes, una raccolta di fotografie “scattate” all’interno di Google Street View, ha poi spostato la sua attenzione sul rapporto tra realtà e simulazione, oltre che sulle potenzialità narrative dell’animazione digitale e delle tecnologie di realtà virtuale. Utilizzando linguaggi diversi – fotografia, video, scultura, installazione – Rafman guida lo spettatore attraverso una serie di viaggi visionari, costruiti montando immagini e suggestioni che provengono dall’esplorazione del web e del mondo dei videogiochi, ma anche da fonti letterarie e filmiche e dall’attività onirica personale. Una delle sue opere più recenti, infatti, Dream Journal 2016-2017, nasce dalla trasformazione dei sogni in cupi e surreali video, realizzati utilizzando software 3D amatoriali e accompagnati da una colonna sonora composta dai musicisti James Ferraro e Oneohtrix Point Never.

credits: artribune.com